Cambio di destinazione d’uso: definizione e opportunità

Il cambio di destinazione d’uso è un’operazione che indica la modifica catastale e urbanistica delle finalità di utilizzo di un’unità immobiliare. Si pensi, a titolo di esempio, al passaggio da ufficio ad abitazione, o viceversa. Ma quando è possibile il cambio di destinazione d’uso? Come si fa? E quanto costa questa operazione?

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Come si effettua il cambio di destinazione d’uso?

Il cambio di destinazione d’uso viene effettuato in diverso modo a seconda dell’intervento da realizzare sull’immobile. Pertanto, la prima cosa da fare se si vuole cambiare la destinazione d’uso di un immobile è certamente quella di qualificare correttamente che cosa si intende fare sul bene: se infatti non ci sono opere né cambi di categoria funzionale, la procedura seguirà un iter evidentemente più snello. Nel caso in cui invece sia necessario predisporre delle opere e occorra formalizzare il passaggio ad una categoria funzionale differente (come abbiamo già visto per quanto concerne il cambiamento da commerciale a residenziale), allora occorrerà munirsi della necessaria autorizzazione del Comune: in queste ipotesi, di fatti, il cambio di destinazione d’uso sarà urbanisticamente rilevante e,dunque, necessiterà di permesso di costruire o altra autorizzazione. Di contro, se non si verifica un cambio di categoria e non si devono effettuare opere, il cambio di destinazione d’uso non sarà rilevante e sarà sufficiente effettuare una mera comunicazione al Catasto se muta la disposizione dei locali o la loro dimensione.

Quando è possibile il cambio di destinazione d’uso?

Il cambio di destinazione d’uso è possibile solamente in presenza dei requisiti previsti dalla normativa in relazione alla categoria funzionale di riferimento. Per esempio, chi desidera effettuare un cambio di destinazione d’uso da magazzino ad abitazione,non potrà che preoccuparsi che l’immobile sia compatibile con i requisiti richiesti dalla categoria funzionale di destinazione. La modifica deve essere prevista nel Piano Urbanistico Regionale. Entro il termine massimo di 15 giorni dalla fine dei lavori è inoltre necessario effettuare la Segnalazione Certificata di agibilità.

Quanto costa il cambio di destinazione d’uso?

Gli oneri del cambio di destinazione d’uso sono principalmente riconducibili ai costi delle opere di ristrutturazione necessarie per effettuare la modifica degli immobili, in maniera tale da renderli coerenti con la nuova funzione. A questo onere occorre poi aggiungere il costo dei professionisti (come gli ingegneri e gli architetti) che sono stati incaricati di gestire le pratiche urbanistiche, energetiche, e così via. Completano la gamma di costi da affrontare e sostenere gli oneri di urbanizzazione e i costi delle pratiche catastali. Il costo del cambio destinazione d’uso di un immobile è dunque dato dalla sommatoria di tutte queste voci e, proprio per questo motivo, risulta essere di difficile stima.

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